I love TAV, and you?
Mi piaceva l'idea della TAV, l'idea di poter utilizzare treni che filano come una Ferrari non è filata mai. Un bel giochino da realizzare, con tanto di ponti, tralicci, sittopassi e sovrappassi, e poi gallerie, tante gallerie, e tunnel lunghi, bui, che tirano dritti che un'autostrada mai potrebbe. Vedere quelle macchinette che succhiano roccia ed avanzano lentamente dento la montagna, un godimento infinito della tecnica. Tanto lavoro, ma mica per tutti, solo per i pochi esperti che sanno far funzionare questi oggettini di scavo. E poi quelle valli finalmente percorse da una strada ferrata che sta tanto in alto che par che voli, e le arcate di questi viadotti che a somiglianza degli acquedotti dei Romani, ridefiniscono il paesaggio di modernità. Ad opera finita questi treni modulati come una freccia, sfiorano i binari e tagliano l'aria come coltelli affilati, ed il sibilo che arriva con la vista del treno. Un colpo, un lampo di luce, i finestri illuminati, e poi il nulla dopo. Perchè dovremmo aver paura di questi mezzi, sarebbero quasi invisibili anche per un osservatore attento, e allora dove è il problema, perchè la paura del futuro?? Il seguito alla prossima puntata.


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