sabato 11 febbraio 2012

Ora che la neve è arrivata

Sembrava che un inverno senza neve non può chiamarsi Inverno, e poi la neve è arrivata e per due volte nell'arco di una settimana si è data da fare. Roma, sotto la neve offre gli spettacoli più belli, in fotografie, ma la realtà è che, quando avviene un evento non consueto, scappano fuori tutti i casini che sono stati messi sotto il tappeto in anni ed anni. Chi dovrebbe ha dimenticato il ruolo che deve occupare rispetto al problemo emerso, sembra di rivivere il dramma del "Deserto dei Tartari" tutti lì in attesa e tutti pronti e poi quando é il momento di agire si scopre che abbiamo dimenticato di fare la manutenzione ordinaria dei mezzi da utilizzare, non sappiamo dove sta il sale do disperdere, non c'è la gente che dovrebbe operare. Queste brave persone si sono occupate nel tempo di spartirsi poltrone, tutti, per poi scoprire che alla bisogna sono tutti generali e sisono dimenticati di reclutare i soldati che dovrebbero fare le cose. E così è stato per l'unità di crisi del comune di Roma, per l'esercito che si muove solo se si accetta il contratto preliminare di intervento, o la Protezione Civile, che può mobilitarsi con uomini e mezzi per un Papa che va in giro per l'Italia ma deve avere l'imprimatur di un sindaco (che è pure un bugiardo imbecille) per intervenire su un territorio che sta per essere colpito da una forte calamità. Dopo qualcuno dovrebbe spiegarci perchè una nevicata da 20 centimetri è un evento altamente pericoloso benché eccezionale, ma forse il far apparire le cose più grandi di quello che sono in realtà serve per pararsi dalle manchevolezze che portano alla difficoltà di portare a termine qualsiasi progetto.

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